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Che ci fa una parigina a GluFree Bakery?

parigina
Che cosa ci fa una parigina in una Bakery?
La si mangia, ovviamente.
Perché la parigina non è una signorina che viene da Parigi, ma una pizza rustica preparata a strati: un quadrato, che viene tradizionalmente riempito con pomodori conditi con olio e sale, provola o fiordilatte, prosciutto cotto a ed una spolverata di pecorino o parmigiano, il tutto viene ie ricoperto di pasta sfoglia, con la superficie pitturata con di uovo.
La sua origine è squisitamente napoletana e non ha nulla a che vedere con la Francia.
La parigina è diffusissima in quasi tutti i bar e le rosticcerie napoletane e si mangia spesso la mattina, come colazione salata, o a mezzogiorno per una buonissima pausa pranzo.
E allora perché questa delizia di chiama così?
Un po’ di Francia entra in questa storia, perché pare che un anonimo chef francese, portato a Napoli da Maria Carolina d’Asburgo-Lorena per le proprie nozze con Ferdinando IV, a abbia inventato questa pizza farcita per la colazione della sovrana nel 1769 circa.
Lo stesso cuoco collaborò con il grande chef Antonin Careme, e quest’ultimo aveva inventato la pasta sfoglia, una pasta friabile e neutra, adatta a tantissime preparazioni dolci e salate.
Calato nuovamente a Napoli, il monsù (come venivano chiamati di cuochi francesi in dialetto) rinnova la pizza farcita e la nobilita con una copertura di pasta sfoglia.
E così una umile pizza nata “p’ ‘a riggina, per la regina, diventa una parigina.

Questa è la storia come la racconta Raffele Bracale, gran conoscitore della lingua e della cultura napoletana e gastronomo.

Una versione meno aristocratica racconta che la parigina, ovvero la pizza ripiena, ricoperta di pasta sfoglia, è stata inventata negli anni '70 da un rosticciere di Afragola, e il nome era tramezzino.
Secondo questa versione della storia, a Napoli la parigina esisteva, ma senza pasta sfoglia, solo con la pasta lievitata tipo pizza, e solo dopo gli anni ’70 il nome parigina ha assimilato il “tramezzino”.

Qualunque sia la storia, la verità è che la parigina è buonissima, e si deve assaggiare.

Di parigina ne esistono molti varianti ad esempio con salsiccia e friarielli, con la scarola, con mortadella e peperoni. Insomma, dipende dal gusto e dalla fantasia.

Volete assaggiare una parigina come si deve?
Basta andare nel nostro negozio di viale Giangaleazzo 6 e potrete gustare le meravigliose parigine senza glutine preparate dallo chef Daniele Arcidiacono.
Esistono in due versioni, la classica pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto, oppure pomodoro, mozzarella, salsiccia e friarielli. Triverete anche una lontana parente che si chiama cipollina, ma di questo parlermo un altro giorno.

Quale preferite tra le due parigine?

Dateci la vostra opinione, vi aspettiamo per una pausa pranzo piena di sapore, proprio “p’ ‘a riggina!